Elogio all'amore
"L’amore non è un contratto fra due narcisisti; è
molto di più. È una costruzione che obbliga i partecipanti ad andare oltre il
narcisismo. Affinché una storia d’amore duri, è necessario reinventarsi". Alain Badiou, 75 anni, ex maoista e
sessantottino, e in Francia figura così controversa che la rivista Marianne
gli ha dedicato un articolo intitolato "Badiou: l’astro della filosofia è
un bastardo?", sorride nel soggiorno del suo appartamento parigino.
"La gente è convinta che l’amore sia trovare la persona giusta e poi tutto
andrà bene. Ma non è così. Richiede
molto impegno. Ed è un vecchio a dirvelo".
Nel suo nuovo libro, Elogio dell’amore (tradotto in Italia da ed.
Neri Pozza, 160 pagine, 12 euro), Badiou scrive: "Solo una volta ho
rinunciato all’amore, il mio primo amore, e solo in seguito mi sono reso conto
di avere fatto un immenso errore. Ho cercato di recuperare quel sentimento
quando ormai era tardi, troppo tardi: la mia amata stava per morire. Ma con
un’intensità e un senso di necessità fuori dal comune". Quella rinuncia e
il tentativo di recupero hanno segnato tutte le relazioni sentimentali del
filosofo: "Ho vissuto momenti drammatici e sono stato assalito dai dubbi,
però non ho mai più ripetuto l’errore.
Perché il sentimento provato per le donne che ho amato è durato per
sempre".
Ma ha senso impegnarsi, in quest’epoca di piaceri
preconfezionati e di amanti usa-egetta? "Risolvere i problemi esistenziali
dell’amore è la grande gioia della vita" risponde lo scrittore. Poi lancia
uno sguardo alla sua interprete, Isabelle
Vodoz, seduta all’altro capo del tavolo, e con un sorriso afferma:
"Quando si è innamorati, si prova un sentimento di serenità tale che
sembra di essere in paradiso". Anche lei fa una risatina: "Non sono
solo la sua traduttrice" dirà più tardi.
Penso alla distinzione descritta da Badiou in Elogio
dell’amore. "Mentre il
desiderio si focalizza sull’altro sempre in un modo un po’ feticistico,
concentrandosi su particolari elementi come il seno, il sedere e il pene, l’amore è associato all’essenza dell’altro e
si concentra sul momento in cui quest’ultimo fa irruzione con tutta l’anima
nella nostra esistenza, che viene quindi sconvolta e trasformata".
In altre parole: l’amore è, per molti aspetti, il
contrario del sesso. Secondo Badiou, l’amore è quello che avviene dopo
l’irruzione casuale e sconvolgente nella nostra vita. Esprime il concetto in
modo filosofico: "L’assoluta casualità di un incontro assume l’aspetto del
destino. La dichiarazione d’amore segna la transizione tra caso e fato, ed è
per questo che è così rischioso e causa una terribile ansia da
prestazione". Il lavoro dell’amore consiste nello sconfiggere questa
paura. Badiou cita Stéphane Mallarmé, per cui la poesia significava
"sconfiggere il caso, parola dopo parola". Una relazione amorosa è
simile: "È la casualità di un
incontro che viene sconfitta giorno dopo giorno dall’invenzione di qualcosa che
durerà" scrive Badiou.
Certo, con il suo elogio della fedeltà sembra un uomo
fuori dal suo tempo. "Oggi a Parigi il 50 per cento delle coppie sta
insieme non più di cinque anni" afferma. "Ed è triste, perché non
credo che sappiano cosa sia la gioia dell’amore. Conoscono forse il piacere, ma
la tesi di Lacan sul sesso è nota a tutti". Secondo lo psicoterapeuta Jacques Lacan, il rapporto sessuale
non esiste. Lacan sosteneva che la realtà si colloca in una dimensione
narcisistica, mentre i legami sono
frutto dell’immaginazione. "In parte sono d’accordo. Se ci si
limita al piacere, si resta in una dimensione narcisistica e non si entra in
sintonia con l’altro, dal quale si cerca solo di trarre piacere".
Domanda: l’edonismo scatenato dagli eventi del Maggio
francese, cui Badiou prese parte, non era incentrato sulla liberazione dalle convenzioni
sociali? Com’è possibile che oggi tessa le lodi di nozioni borghesi, quali
impegno e felicità coniugale? "Beh, concordo che il sesso debba essere
svincolato dalla moralità. Non parlo contro la libertà di fare esperienze
sessuali, come farebbe un vecchio rimbambito, però non è liberando la sessualità che si risolvono i problemi amorosi.
Per questo propongo una nuova filosofia dell’amore, secondo la quale bisogna
affrontare i problemi e impegnarsi per risolverli".
Ma, sostiene, schivare i problemi d’amore è
esattamente quello che facciamo nella nostra società, avversa al rischio e
"impegnofobica". Badiou è rimasto colpito dagli slogan del sito di
incontri francese Méetic, come
"trova l’amore perfetto senza soffrire» oppure «ama senza
innamorarti". "Per me" dice "distruggono la poesia
dell’esistenza. Cercano di sopprimere l’avventura dell’amore. La loro idea è
quella di associare persone che hanno somiglianze in quanto a gusti, fantasie,
tipologie di vacanze, e che vogliono lo stesso numero di figli. Méetic cerca di
fare tornare in auge i matrimoni combinati: non dai genitori, ma dagli
innamorati stessi".
Non è soddisfare una richiesta? "Certamente.
Tutti desiderano un contratto che li protegga dai rischi. L’amore però è
un’altra cosa. Non si può comprare
un’anima gemella. Il sesso sì, ma non l’amore di qualcuno".
Per Badiou l’amore sta diventando un bene di consumo.
L’attivista no global francese José Bové ha scritto un libro intitolato Il
mondo non è una merce. Il libro di Badiou, in un certo senso, ne è il
seguito e avrebbe potuto essere intitolato "Neanche l’amore è una
merce". Questo fa di lui un vecchio romantico? "Penso che il
romanticismo sia una reazione contro il classicismo. Nel periodo romantico
c’era un’esaltazione dell’amore, l’amour fou o amore folle, antisociale, contro
i classici matrimoni combinati. In tal senso non sono né romantico né classico.
Ritengo che l’amore sia un incontro e
una costruzione. Si devono risolvere i problemi che una relazione
amorosa comporta: decidere se vivere insieme oppure no, avere dei figli o meno,
oppure cosa fare la sera, tanto per citarne alcuni".
Il nuovo libro sull’amore è un’applicazione della
singolare filosofia di Badiou sul soggetto e della sua insolita concezione
della verità esposta in libri incredibilmente ostici che trattano di matematica
e utilizzano la teoria degli insiemi. Questi libri gli hanno dato la fama di
grande filosofo.
La filosofia del soggetto di Badiou è un’elaborazione
dello slogan esistenzialista di
Jean-Paul Sartre "l’esistenza precede l’essenza" e incorpora
un’ipotesi che sarebbe piaciuta al marxista Louis Althusser. Cos’è il soggetto per Badiou? "Simone de
Beauvoir scrisse: 'Donna non si nasce, si diventa'. Io direi che non si è un
soggetto o un essere umano, ma lo si diventa nella misura in cui si riesce a
reagire agli eventi. Io ho reagito al ’68, ho accettato il mio destino
romantico, mi sono interessato di matematica; tutti questi eventi hanno fatto
di me quel che sono".
E conclude: "L’amore è l’esempio più chiaro di verità. Inizia con un incontro
cui non si dà peso, ma solo più tardi ci si rende conto della sua importanza.
Lo stesso avviene con la scienza: si scopre qualcosa di inaspettato, come le
montagne sulla Luna, e poi ci si deve appellare alla matematica per trovare un senso.
Questo è un processo di verità perché in
ogni esperienza soggettiva è presente un valore universale. È una
procedura di verità perché ha inizio dall’esperienza soggettiva, e poi assume
valore universale".

